Good Contents Are Everywhere, But Here, We Deliver The Best of The Best.Please Hold on!
Coffee Break, Homepage

Vi ricordate la prima volta in cui, presa la patente, avete guidato da soli? Avete guardato con eccitazione il sedile del passeggero, vuoto?

Quante altre prime volte ci sono state nella vostra vita? Tante, di sicuro. Certamente tutte emozionanti, perché questo è l’effetto che fanno le prime volte! Wow!

Oggi per noi è decisamente un numero uno: con un po’ di eccitazione e un bel senso di responsabilità inauguriamo il nuovo sito, il blog, il nuovo logo (che fatica!) e persino un nuovo piano editoriale per i social.


Ma andiamo con ordine, in questo post numero 1 vogliamo raccontarvi:
– perché, anche noi, abbiamo sentito il bisogno di dare una rinfrescata alla nostra immagine;
– la comunicazione è una cosa seria e vogliamo dirvi come la vediamo;
– non può mancare una presentazione di chi e cosa troverete nel blog a partire da oggi.

Magoot Revolution

Tranquilli, Magût eravamo e Magoot restiamo: il nostro DNA di artigiani abituati a FARE la comunicazione non cambia.
Quello che succede è che siamo cresciuti come professionisti e come agenzia, i nostri clienti sono diventati più grandi e strutturati, la nostra offerta di conseguenza è cresciuta, così come il network Magoot.
Per questo abbiamo deciso di mandare in pensione il nostro amato muratore, narratore della nostra identità fino ad oggi, a favore di un racconto di agenzia più ampio e, concedetecelo, sofisticato.

La comunicazione costruttiva è una cosa seria!

Dimentichiamoci per un attimo il lavoro: le persone (noi, voi, il panettiere, il manager, il compagno di squadra, mogli, mariti, figli, amici…) comunicano continuamente e spontaneamente, allo scopo di costruire relazioni.
Con questa consapevolezza, ci occupiamo delle marche e dei prodotti dei nostri clienti: costruiamo progetti di personalità, in cui le marche non si accontentano di dire semplicemente ciò che fanno, ma prendono vita, carattere, pensiero, per ottenere un legame sincero con il proprio consumatore.

La comunicazione costruttiva per noi è questo: la capacità di costruire relazioni virtuose con le persone.

Tutto qui. Serio, eppure semplicissimo, no?!


Blog Coffe Break: il momento delle chiacchiere!

Va detto: dopo questo post numero 1 leggerete pochisssssimi post della casa madre Magoot, perché saranno i networker, con le loro singole specializzazioni, a riempire questo spazio.
Non sarà autoreferenziale (che noia mortale!), ma un masala (mix, miscuglio, guazzabuglio organizzato, collage…) di ciò che di bello e interessante il mondo della comunicazione produce.
Ci sarà un po’ di creatività, qualche pensiero di attualità e strategia. Vi provocheremo, vi faremo ridere, ci metteremo qualche tutorial, solleticheremo la fantasia e il desiderio di far parte della community.

Che ne dite? 🙂

0

Coffee Break, Homepage

Avevamo promesso di non essere troppo autoreferenziali, ma il nostro mitico “Shooting Day” non merita di passare sotto silenzio e poi, dai, raccontare le produzioni, specialmente quelle spiritose, è sempre bello.

Le immagini che vedete in questo sito sono state scattate tutte qui nei nostri spazi, in un caldo pomeriggio di fine estate. Un pomeriggio che ci ha fatto impazzire e allo stesso tempo divertire un sacco.

Ecco com’è andata.

 


All’inizio doveva essere una grande festa delle relazioni: tutti invitati, nessuno escluso, dress code libero, con l’obbligo di portare un gomitolo di lana colorata, da scambiare, intrecciare, giocare, lanciare, annodare, regalare, tessere.

[Spoiler] Questo sarà il party di Natale dell’anno prossimo.

 

Credendo (erroneamente) di renderci la vita facile, invece di una festa abbiamo organizzato un set fotografico, cui hanno partecipato tutti i networker, facendo impazzire il fotografo tra richieste strampalate, gente che scappava al momento dello scatto, individui insalamati nel gomitolo e fantasie Matrix.

Bello. La prossima volta lo facciamo con i clienti, nel frattempo vi regaliamo qualche scatto del dietro le quinte.

 

0

Coffee Break

L’amletico dubbio di un giornalista 

Buone scarpe, fiuto per la notizia, un taccuino (ma vanno benissimo anche un foglio carta, un quadernetto, una vecchia agenda o un block notes) e una penna. Erano (e per molti aspetti lo sono ancora) gli strumenti di lavoro di un giornalista.


 

Ecco l’ho detto, anzi l’ho scritto: giornalista. Appunto. Oggi più di ieri, chi dice di voler fare il giornalista, spesso si sente rispondere: “Cambia mestiere, finché sei ancora in tempo!”. Me lo sono sentito dire anch’io, non l’altro ieri, ma circa 20 anni fa, quando il mio percorso professionale, più che all’inizio era ancora una semplice ipotesi. Passano gli anni, cambiano i tempi e con loro la società e le professioni. Spesso, e qui sta forse l’errore, non cambiano le risposte che diamo a fronte di scenari mutevoli e mutati. Forse per pigrizia, forse per abitudine. Chissà.

Io ho provato a cambiare risposta e a un giovane aspirante giornalista, che recentemente mi ha manifestato la sua volontà di diventarlo, anziché suggerire di “cambiare mestiere” ho suggerito di “cambiare IL mestiere” o almeno di provarci. E di partire dall’ascolto delle proprie “corde”, delle proprie inclinazioni. Di utilizzare tutti gli strumenti tradizionali (quelli elencati all’inizio), ma di allargare sia la “cassetta degli attrezzi” e metterci dentro smartphone, tablet, pc, sia la veduta di orizzonti: non solo giornali, tv, agenzie, web, ma anche altri canali, quali agenzie di comunicazione, aziende, settore no profit, realtà che abbiano fame e necessità di comunicazione.

A pensarci bene, infatti, il giornalista è da sempre un mediatore (infatti, lavora nei media) e un comunicatore (perché comunica qualcosa a un determinato pubblico). E per comunicare, una storia, un evento, un prodotto, o cosa fa un azienda, un’associazione ecc. ecc. serve sempre, e certamente, la notizia e quindi un giornalista che sappia coglierla, tradurla in storia, trasformarla in parola scritta e adattarla al canale comunicativo più idoneo, sia questo un comunicato stampa, una newsletter, un post per i social.

Insomma chi vuol fare il giornalista, oggi, non deve partire con l’idea che forse è bene “cambiare mestiere”, ma con la convinzione che ha davanti a sé l’opportunità di  “cambiare IL mestiere”.   

0